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Principia Discordia Edizione italiana

Postfazione: intervista della Cabala Norton a Greg Hill, pagina 5 di 10

pagina 101 di 114 dell'edizione italiana

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Originale inglese: testo della pagina

SINISTER DEXTER: It's OK with me. Fate is fate. I never much liked "Mad Malik" anyway.

Ignotius: Besides people confused him with Joe Malik in Illuminatus.

Dexter: I sort of enjoyed the confusion part.

Occupant: Doesn't prove anything anyway.

Gypsie: That name sounds familiar. Where is it from?

Hill: Its a name I came up with in the old days and never used much. Its on page 38 of the Principia referring to Vice President Spiro Agnew. I always thought I invented it but now it sounds like a Stan Freberg name now that I think about it. It may have stuck in my preconscious memory from early TV.

Gypsie: Can you use it without his permission?

Hill: If it is his? I don't know. I hope so. It means "left right" in Latin and is a perfect name for a libertarian anarchist. Actually in my kind of art the question of what can I use freely and what can I not is a very tricky problem.

Gypsie: How do you mean?

Hill: Well, take a collage for example. Like the early one on page 36 of the Principia. Each little piece was extracted from some larger work created by some other artist and published and maybe copyrighted. I find them in newspapers and magazines mostly. Often from ads. With a collage you select and extract from your environment and then assemble into an original relationship.

The Principia itself is a collage. A conceptual collage. All of it happens simultaneously. But visually it is a montage, passing through time, like a book does.

There is a lot of pirated stuff in the Principia, especially in the margins. But also I sympathize with artists who must own and sell their works to earn a living. Art, like knowledge, should be free fodder for everyone. But it isn't. It is perplexing.

Gypsie: Where did all the things in Principia come from?

Hill: Well, a full answer would take a whole book in itself. Most of the writing credited to a name is a true person and almost always a different name means a different person. Most of the non-credited, you know,

Trascrizione dei volontari di Wikisource, licenza CC BY-SA 4.0: pagina di Wikisource.

Descrizione e testo della pagina

Descrizione dell'immagine

Pagina dattiloscritta su una colonna. In alto, sopra un filetto, «G. Skripto» a sinistra e l'intestazione corrente «INTERVISTA ALLA CABALA NORTON» a destra. Il dialogo prosegue: ogni battuta comincia con il nome dell'interlocutore e le righe seguenti sono rientrate; i titoli dei libri sono sottolineati. L'ultima battuta si interrompe a metà frase e continua nella pagina seguente. In fondo, sotto un altro filetto, la data, il numero di pagina e «Loompanics».

Testo della pagina

G. Skripto

INTERVISTA ALLA CABALA NORTON

SINISTER DEXTER: Per me va bene. Il destino è il destino. Tanto «Mad Malik» non mi è mai piaciuto granché.

Ignotius: E poi la gente lo confondeva con Joe Malik di Illuminatus.

Dexter: La parte della confusione, a dire il vero, mi piaceva.

Occupant: Comunque non dimostra nulla.

Gypsie: Quel nome mi suona familiare. Da dove viene?

Hill: È un nome che mi venne in mente ai vecchi tempi e che non ho mai usato molto. È a pagina 38 dei Principia, riferito al Vicepresidente Spiro Agnew. Ho sempre pensato di averlo inventato io, ma adesso che ci penso sembra un nome di Stan Freberg. Potrebbe essermi rimasto nella memoria preconscia dai primi tempi della televisione.

Gypsie: Puoi usarlo senza il suo permesso?

Hill: Se è suo? Non lo so. Spero di sì. In latino significa «sinistra destra» ed è un nome perfetto per un anarchico libertario. In realtà, nel genere d'arte che faccio, la questione di cosa posso usare liberamente e cosa no è un problema molto spinoso.

Gypsie: In che senso?

Hill: Beh, prendi un collage, per esempio. Come quello dei primi tempi a pagina 36 dei Principia. Ogni pezzettino è stato estratto da un'opera più grande, creata da qualche altro artista, pubblicata e magari protetta da copyright. Li trovo soprattutto nei giornali e nelle riviste. Spesso nelle pubblicità. Con un collage scegli e prelevi dal tuo ambiente e poi assembli i pezzi in una relazione originale.

I Principia stessi sono un collage. Un collage concettuale. Tutto vi accade simultaneamente. Ma visivamente sono un montaggio, che si svolge nel tempo, come fa un libro.

Nei Principia c'è un sacco di roba piratata, specialmente ai margini. Ma capisco anche gli artisti che, per guadagnarsi da vivere, devono possedere e vendere le loro opere. L'arte, come la conoscenza, dovrebbe essere foraggio gratuito per tutti. Ma non lo è. È una cosa che lascia perplessi.

Gypsie: Da dove viene tutta la roba dei Principia?

Hill: Beh, per rispondere fino in fondo ci vorrebbe un altro libro intero. Dietro un nome a cui è attribuito uno scritto c'è quasi sempre una persona vera, e quasi sempre un nome diverso significa una persona diversa. La maggior parte del testo non attribuito, sai,

79/11/26 -5- Loompanics